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Frippertronics
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mwbwFrippertronics è un termine coniato dal chitarrista mwcaRobert Fripp per indicare, a partire dal 1978, l'applicazione e lo sviluppo di una tecnica di generazione di suoni da lui ottenuta attraverso una mwcqchitarra elettrica collegata a due mwcgregistratori a bobina mwcwRevox A77.
Fripp riconobbe sempre che detta tecnica era stata già sviluppata indipendentemente da altri musicisti e non ne se ne attribuì mai la paternità, limitandosi ad applicarla al proprio strumento e ad utilizzarla nell'ambito di un più ampio progetto di esplorazione dell'industria discografica e delle dinamiche interne alla mwdqperformance da lui intrapreso tra il 1978 e il 1981.
Contents
• Note
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Tecnica di base
La tecnica alla base dei mwfgFrippertronics fu ideata da mwfwTerry Riley, che la chiamò mwgatime-lag accumulator e la impiegò per la prima volta nel brano mwgqDorian Reeds sull'album mwggReed Streams del mwgw1967. È riassumibile come segue: il segnale audio (nel caso di Fripp, note suonate sulla chitarra elettrica) è inviato a un registratore a bobina, che lo incide una prima volta; il nastro, anziché avvolgersi sulla seconda bobina come avviene normalmente, passa sulla testina di riproduzione di un altro registratore, che lo legge e rimanda il segnale al primo, lievemente attenuato nel volume e con un ritardo che dipende dalla distanza fisica fra i due apparecchi; il primo registratore incide quindi nuovamente il segnale, assieme a nuove note eseguite nel frattempo, in una sorta di reiterata mwhasovraincisione.
L'effetto all'ascolto è che ogni singola nota o frase si ripete diverse volte a distanza di qualche secondo, come in una eco molto lenta, e che note o frasi successive si sommano alle precedenti creando vari "strati” sonori nei quali, a ogni ripetizione, le esecuzioni vecchie perdono leggermente di volume e definizione rispetto alle nuove e il cui ritmo complessivo è scandito esclusivamente dall'intervallo di tempo in cui il segnale passa ciclicamente da un apparecchio all'altro.
Come affermato dallo stesso Frippcite-ref-queen-1-0[1], fu mwiwBrian Eno a presentargli la tecnica l'8 settembre 1972: la prima registrazione in assoluto da lui effettuata quel giorno con tale approccio divenne il lato A del disco di Fripp & Eno mwjamwjq(No Pussyfooting) del 1973. Altri brani realizzati dai due nel medesimo modo comparvero sul loro album mwjgmwjwEvening Star del 1975. Fripp coniò il termine mwkaFrippertronics soltanto nel 1977-78 allorché pianificò una serie di concerti da tenere da solo con chitarra, mwkqeffetti a pedale e i due registratori a bobina.
Sviluppo e applicazione
Le tournée di Frippertronics
La prima mwlgperformance pubblica di mwlwFrippertronics avvenne nel febbraio del 1978. Tali mwmaperformance vengono definite da Fripp «un tentativo di promuovere il contatto umano sul luogo della performance».cite-ref-queen-1-1[1] Fripp aveva sciolto il suo gruppo mwnqKing Crimson nel 1974 proprio per il deterioramento del contatto umano tra musicisti e pubblico, dovuto secondo lui a tre fattori:
1. Il progressivo aumento delle dimensioni dei concerti;
2. l'accettazione diffusa dell'idea di musica mwoqrock come intrattenimento;
3. la relazione vampiresca tra pubblico e mwowperformer.cite-ref-queen-1-2[1]
Fripp pensò quindi di invertire questa tendenza limitando la dimensione dei concerti di mwqqFrippertronics a un uditorio tra le 10 e le 250 persone, invitando il pubblico a un ascolto attivo che lo responsabilizzava al pari del musicista e tenendo i concerti in luoghi come ristoranti, uffici, negozi di dischi, piccoli cinema, circoli culturali, ecc. Anche il suo atteggiamento in tali esibizioni era volto a spezzare la relazione vampiresca col pubblico, riservandosi il diritto di deludere le aspettative, di annoiare e di prendersi i suoi tempi.cite-ref-queen-1-3[1]
Le mwrwperformance di mwsaFrippertronics erano, per scelta, ogni volta improvvisate e pertanto sempre diverse l'una dall'altra. Ogni esecuzione, per propria natura, rimaneva su nastro; tuttavia il chitarrista, una volta generato un "tappeto" di note sufficienti, lo utilizzava come base per degli assolo, i quali al contrario non venivano mai registrati. Nelle sue parole: «Nella situazione appropriata, con un ascolto attivo e abbandonando i tentativi di imprigionare l'evento su nastro o pellicola, qualcosa di notevole può accadere».cite-ref-queen-1-4[1] Fripp offrì una dimostrazione di quest'ultimo procedimento anche in televisione, il 5 ottobre 1979, all'interno del programma mwtqMidnight Special della mwtgNBC.cite-ref-2[2]
Frippertronics su disco
Per ciò che riguarda l'uso su disco, Fripp distingue tra mwvgFrippertronics «pure» ed «applicate»:cite-ref-queen-1-5[1] "pure" quando utilizzate da sole, "applicate" quando utilizzate assieme ad altri strumenti, come parte dell'arrangiamento. Nell'album mwwwGod Save the Queen/Under Heavy Manners (1980), ad esempio, il lato A (mwxaGod save the Queen) contiene mwxqFrippertronics "pure", mentre sul lato B (mwxgUnder Heavy Manners) esse fanno da base a brani mwxwmwyadance rock eseguiti con l'accompagnamento di mwyqbasso elettrico, mwygchitarra e mwywbatteria.
Altro esempio di mwzqFrippertronics "pure" è costituito dall'album mwzgLet the Power Fall del 1981, il cui sottotitolo è appunto mwzwAn Album of Frippertronics. Nelle note di copertina, i concetti già espressi in precedenza vengono ribaditi ed approfonditi da Fripp in 21 punti che rappresentano la sua visione e la sua metodologia per arrivare ad un cambiamento in meglio nello stato delle cose.cite-ref-power-3-0[3] Lo sforzo "politico" viene visto come inefficace se disgiunto da un cambiamento personale nel modo di fare le cose: ogni disciplina imposta dall'esterno è destinata a generare «come minimo una reazione uguale e contraria».cite-ref-power-3-1[3] «La sola disciplina efficace è l'autodisciplina»cite-ref-power-3-2[3], il cambiamento deve essere graduale e, inizialmente, personale. Tutti i brani dell'album sono esecuzioni registrate dal vivo durante il mwdatour che vide Fripp viaggiare tra Canada e USA, dall'aprile all'agosto 1979. Nelle parole di Fripp: «Questo album inizia dove mwdqGod Save the Queen era terminato. In modo simile, l'album mwdgThe League of Gentlemen è una continuazione del mio interesse nella musica mwdwdance originariamente presentato su mweaUnder Heavy Manners».cite-ref-power-3-3[3]cite-ref-4[4]
Le mwggFrippertronics comparvero anche su mwgwmwhaExposure (1979), primo album da solista di Fripp, e su dischi di altri artisti come il mwhqsecondo album di mwhgPeter Gabriel (1978) e mwhwSacred Songs di mwiaDaryl Hall, (registrato nel 1977 e pubblicato nel 1979) entrambi prodotti dallo stesso Fripp. In questi casi, il chitarrista "applica" (secondo la sua terminologia) ad alcuni brani le mwiqFrippertronics registrate in precedenza nelle sue mwigperformance o, nel caso di brani come mwiwUrban Landscape (inclusa sia in mwjaExposure che in mwjqSacred Songs) e mwjgWater Music II (ancora da mwjwExposure), le propone in forma "pura".
Le mwkqFrippertronics appaiono anche in produzioni discografiche successive, come sull'album mwkgmwkwLive! (1986) di Fripp e the League of Crafty Guitarists, nel quale Il brano mwlaThe New World consiste in un assolo di chitarra elettrica eseguito da Fripp su una base di mwlqFrippertronics.
A partire dalla seconda metà degli anni ottanta, Fripp incominciò a impiegare unità mwlwmwmadelay digitali in luogo dei registratori a bobina, ma continuò a utilizzare il termine mwmqFrippertronics fino al 1994: ad esempio sulle note di copertina di tre album da lui realizzati in collaborazione con mwmgDavid Sylvian: mwmwmwnaGone to Earth (1986) mwnqmwngThe First Day (1993) e mwnwmwoaDamage (1994).
Soundscapes
Dal 1994 in poi, Fripp adottò per questo tipo di mwpaperformance il termine mwpqsoundscapes, ideato dal mwpgcompositore canadese mwpwRaymond Murray Schafer nel 1968 per esporre la sua teoria di "ecologia acustica" e traducibile in italiano come "paesaggi sonori". La prima comparsa del termine mwqasoundscapes su un disco di Fripp risale all'album mwqq1999 - Soundscapes Live in Argentina (1994). Dal punto di vista tecnico, le mwqgsoundscapes di Fripp si distinguono dalle mwqwFrippertronics per l'uso di più unità mwradelay a campionamento digitale su ciascuna delle quali il chitarrista può intervenire in tempo reale durante l'esecuzione, ad esempio per modificarne a piacimento il tempo di ritardo o cancellare parti dei mwrqloop, nonché per l'uso di un mwrgmwrwpick-up mwsaMIDI che consente di interfacciare la chitarra con mwsqsintetizzatori o mwsgcampionatori e produrre perciò virtualmente suoni di qualsiasi tipo.
Album con Frippertronics
• mwuwBrian Eno, mwvaDiscreet music, LP (1975)
• mwvgBrian Eno e mwvwRobert Fripp, mwwaEvening star, LP (1976)
• mwwgRobert Fripp, mwwwGod save the Queen/Under heavy manners, LP (1980), EG records
• mwxqRobert Fripp, mwxgLet the power fall, LP (1981), EG records
• mwyaRobert Fripp, mwyqNetwork, LP (1985), EG records
• mwywmwzaRobert Fripp and the League of Crafty Guitarists - Live!, LP (1986), EG records
• mwzwDavid Sylvian, mw0aGone to Earth, LP (1986)
Note
cite-note-queen-11. ↑ Note di copertina dell'album mw4qGod Save the Queen/Under Heavy Manners
cite-note-22. ↑ mw5qmw5gmw5wRobert Fripp demonstrates Frippertronics on ‘The Midnight Special,’ 1979, su mw6aDangerousMinds, 11 febbraio 2015. mw6qURL consultato il 2 febbraio 2019. Include un'intervista a Fripp sul tema.
cite-note-power-33. ↑ Note di copertina dell'album mw8wLet the Power Fall
cite-note-44. ↑ mw9wmw-amw-qRobert Fripp - Chapter 8, su mw-gprogressiveears.com. mw-wURL consultato il 1º febbraio 2019 mw-a(archiviato dall'mw-qurl originale il 3 marzo 2012).
Bibliografia
• Eric Tamm, mwaqeRobert Fripp - From Crimson King to Crafty Master mwaqihttps://web.archive.org/web/20150117003357/http://www.progressiveears.com/frippbook/contents.htm